Lemon B & B

Lemon B & B
Dadà e la casa di terra innevata

mercoledì 18 maggio 2011

Hand, foot and mouth

Mani, piedi e bocca. Bocca, mani e piedi. Oggi ho scoperto una nuova malattia esantematica. Si chiama così, come una canzoncina da unire alla battuta delle mani. Mani... piedi... bocca!
L'ho scoperta grazie a Chezia, la mia figliastra, che sta studiando psicologia all'Aquila ed è in tirocinio presso un asilo. Mi ha chiamato stamamattina travolta dalla disperazione... "ho i piedi pieni di pustole" mi ha confidato. Le facevano male, non riusciva neanche a camminare, e da stamattina è cominciato il suo calvario ospedaliero e poi, solo un'ora fa dal dermatologo abbiamo avuto risposta..."mani e piedi". Il suo bimbo preferito gliel'ha trasmessa, il decorso è benigno e siamo tutti molto tranquilli. Ma è stato bello l'avvicendamento di telefonate fantastiche e fantasiose che abbiamo avuto Chezia ed io. Ho ipotizzato la sesta malattia fino allo sfogo di Sant'Antonio. Mi sentivo un medico plurispecializzato e tranquillizzavo la mia figliastra proponendole mele (avvelenate!). Sì, glielo chiedo sempre a Chezia: vuoi una mela? Ma lei rifiuta sempre, eppure gliele offro coloratissime piene di polpa, succose, insomma di quelle che non puo' non venirti voglia di morderle. Eppure lei rifiuta!
E' stupendo il rapporto che abbiamo instaurato.
All'inizio ci odiavamo, poi ci cercavamo, poi litigavamo, poi ci azzannavamo, e alla fine ci siamo trovate, lì in quel posto che si chiama lealtà, in quel posto che si chiama dignità, in quel posto che solo il dolore ti fa conoscere, in quel luogo dove tutto si deve dire, dove tutto deve venir fuori per non tornarci più. Non sono una madre per lei, non sono una amica (mi dice che sono vecchia), non sono una sorella. Sono la moglie del padre, la madre della sorella. Lei è la figlia di mio marito e la sorella di mia figlia. Poi c'è altro ancora, che non so spiegare, che è viscerale, che è vicinanza è empatia è conoscenza l'una dell'altra, è pazienza certosina dall'una e dall'altra parte. C'ho pensato tante volte, la mia storia con mio marito è stata difficilissima, ma una volta superati i problemi classici di un uomo che si è separato, ho trovato una dimensione che è solo nostra. Mia, di Chezia, di Amadio e di Daphne. Una dimensione, che solo grazie a questi ostacoli iniziali, abbiamo solo noi. Il mio legame con Chezia, trascende ogni tipo di rapporto famigliare, è molto di più. Non c'è legame di sangue, ma è come se ci fosse stata una trasfusione vicendevole. Spesso mi capita di "sentire" i suoi malesseri. Senza che parli, guardandola negli occhi, capisco ciò che la rende felice, ciò che ama o che detesta. Chezia ha una bellissima voce, una voce intelligente, che arriva da una testa che pensa forse troppo, continuamente.
Siamo andate un mesetto fa a mangiare la pizza con delle mie amiche, mamme di bimbe che praticano danza classica con Daphne. Chezia era tornata dall'Aquila ed è venuta con noi. Eravamo a cena e più di una volta ha preso la parola e ha detto ciò che pensava. Stavamo tutte a bocca aperta, ascoltavamo rapite quella voce suadente ricca di sgnificati. E io mi sentivo orgogliosa di questa mia figliastra, di questa mia figlia di mio marito, di questa mia sorella di mia figlia.
Questo, credo che riesca a spiegare ciò che ci lega. Il suo messaggio per il compimento del mio 40.mo anno di vita:

tanti tanti auguri matrigna...non pensare agli anta, perché dentro di te sei sempre un enta con la maturità di un ento :-) Ti voglio bene... senza te la mia vita sarebbe diversa! grazie per tutto quello che sei stata e sempre sarai... un bacio, tua Chezia
Io mi invidio da sola! (Volete una mela?)

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